E’ in te che misuro il tempo

Sant’Agostino nella sua riflessione sul concetto di tempo scriveva “…… il tempo è legato alla nostra coscienza, lo percepiamo attraverso il passato, il presente e il futuro. Tuttavia, il presente è sempre sfuggente, perché appena lo viviamo, diventa passato. Per questo motivo, il tempo sembra scorrere via, eppure, in qualche modo, lo sentiamo come qualcosa di reale e tangibile….. È in te, spirito mio, che misuro il tempo. Non strepitare contro di me, è così, non strepitare contro di te per colpa delle tue impressioni, che ti turbano. È in te, lo ripeto, che misuro il tempo…”
Del tempo e della sua manifestazione, della sua sospensione, della sua immobilità, questa è la prima sensazione che sale potente avvicinandosi al Castello di Ama, nel piccolo borgo immerso nel Chianti, grigio delle pietre che lo compongono, verde del colore predominante delle vigne e dei suoi boschi, un’oasi nella quale hanno trovato rifugio, in questi tempi poveri, opere contemporanee di una bellezza struggente.
Questo luogo vive di un’idea che in questa terra si è fatta nei secoli concreta, un concetto che sostiene che produrre bellezza possa essere tanto importante quanto produrre il cibo di cui ci nutriamo, come nutrimento dello spirito ma anche come connessione con un futuro, al quale queste opere verranno lasciate.
Terra, vino e arte, ma il mio sguardo ha toccato anche per attitudine e per desiderio, il lato umano, le persone che gravitano in questo luogo, che lo rendono vivo ogni giorno, che partecipano alla realizzazione di un progetto così ambizioso, che mantengono le connessioni tra le singole parti che compongono un corpo così complesso.
Tutto dunque risulta immobile ma in movimento perpetuo, al limite di una tensione che si sviluppa tra l’umano e la sua terra, tra l’umano e la sua arte, tra l’umano ed il desiderio di bellezza che si perpetua nel tempo, un tempo sospeso.
Le immagini fanno parte del progetto di Castello di Ama-Framed












